Il 22 aprile sono state invitate a un’udienza presso la commissione cultura in Senato più di sessanta associazioni di docenti precari per discutere delle problematiche della scuola e dei prossimi concorsi.

Vista così, sembrerebbe indubbiamente una cosa positiva. Peccato che siano state invitati quasi solo i rappresentanti dei docenti di terza fascia e che la maggior parte degli interventi si sia limitata a condurre attacchi politici o a pretendere l’assunzione di suddetti docenti attraverso un “anno di prova abilitante”, evitando quindi anche quel minimo di selezione che sarebbe stata garantita dal concorso straordinario, senza minimamente affrontare o anche solo nominare i veri nodi da sciogliere.

Una richiesta, quella portata avanti da una parte della politica e del mondo sindacale, assurda e priva di fondamento, oltretutto proposta in un’audizione organizzata proprio il giorno dopo la pubblicazione in gazzetta del bando per il concorso ordinario (cose che, di fatto, privava di qualsiasi valore l’appellarsi alla mancanza di procedure di assunzione), con una tempistica quantomeno sospetta.

Una richiesta che rappresenta un insulto non solo nei confronti di tutti coloro che hanno affrontato procedure selettive, che si tratti delle prove di accesso al TFA o di quelle di un concorso, ma anche nei confronti degli studenti e delle loro famiglie (alcuni genitori già si sono espressi in tal senso: https://www.orizzontescuola.it/noi-genitori-siamo-preoccu…/… ). Studenti che si troverebbero ad avere a che fare con docenti che pretendono di valutare ma che rifiutano di essere valutati a loro volta; se davvero passasse questa linea, manderebbero ai ragazzi il pericoloso messaggio che basta impuntarsi e sbattere i piedi per ottenere qualcosa senza far nulla.

Non solo: in modo del tutto illogico sembra che alcuni esponenti politici, per cercare di accaparrarsi una manciata di voti in più, stiano pensando seriamente di accogliere queste richieste, proponendo soluzioni svilenti per la figura del docente e antimeritocratiche. Il tutto ignorando, ancora una volta, i reali bisogni di docenti e discenti, così come quelli della scuola nel suo complesso. Senza oltretutto considerare che chi porta avanti queste istanze, nonostante urli e sgomiti, in realtà non rappresenta neanche tutti i docenti di terza fascia: ci sono anche quelli, e non sono pochi, che un concorso serio lo vorrebbero affrontare e vorrebbero potersi sedere in cattedra a testa alta, consci di essersi guadagnati il ruolo che andrebbero a ricoprire. Questi docenti, la cui maggioranza – ne siamo certi – supererà brillantemente il concorso ordinario, non meritano di essere messi nello stesso calderone con gli aspiranti miracolti.

Noi, docenti abilitati TFA (mediante triplice selezione e percorso formativo con esame finale), vogliamo ribadire la propria distanza da queste richieste e da chi le porta avanti. Concordiamo inoltre con i genitori che si sono espressi in senso contrario. Vogliamo inoltre ricordare ai suddetti politici che ci sono ancora docenti abilitati ancora in attesa di assunzione perché le graduatorie, in particolare in alcune regioni, sono sature.

Ricordiamo anche che, in base al decreto da loro voluto, a tali docenti restano solo due anni di vigenza nelle rispettive graduatorie, alle quali sarebbe concesso il 100% delle quote di assunzione, due anni che sono andati perduti a causa di colpevoli ritardi da parte dei vari USR incaricati delle procedure, dell’aggiornamento delle GAE e della mobilità straordinaria da loro voluta.

Ricordiamo altresì ai colleghi che avanzano queste pretese rinfacciandoci il transitorio, che chi si è abilitato tramite TFA aveva già superato una selezione durissima e che il transitorio stesso era stato pensato come “rimedio”, per quanto parziale, delle storture provocate dal non averne voluto riconoscere il valore concorsuale e dall’aver cambiato le regole del reclutamento docenti in itinere.

Facciamo presente che, nonostante l’elevata selettività del percorso abilitante seguito e nonostante questa selettività venga riconosciuta nelle graduatorie di istituto con un adeguato punteggio aggiuntivo, ciò non vale nelle graduatorie interne, pertanto un’immissione straordinaria come quella proposta sarebbe deleteria anche nei confronti dei docenti abilitati già assunti, visto che si vedrebbero paradossalmente scavalcati da docenti con anni e anni di servizio pre-ruolo che però non si sono mai sottoposti a nessuna selezione.

Infine, ma non è certamente l’ultimo dei problemi che andrebbero affrontati, si pone la spinosa questione del blocco quinquennale, blocco introdotto dopo l’emissione del bando di concorso e l’espletamento di una parte delle sue procedure, che ha portato all’assurda situazione per cui quei docenti che sono stati assunti prima della sua introduzione hanno diritto a chiedere la mobilità, mentre quelli assunti tramite lo stesso concorso ma dopo l’introduzione del blocco, non hanno lo stesso diritto. Una tale situazione comporta una disparità di condizioni tra partecipanti allo stesso concorso, con un grave danno solo a carico di una parte. Uno scenario che ci lascia letteralmente senza parole.

Forse, cari politici, sarebbe bene che vi preoccupaste di risolvere i problemi che già ci sono, invece di crearne di nuovi.

ASSUNZIONI AL BUIO (SULL’ENNESIMA RICHIESTA DI SANATORIA E SULLE ISTANZE MAI ASCOLTATE DEGLI ABILITATI)

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