Ci risiamo, puntualmente, ad ogni scadenza elettorale. Il partito di minoranza dell’attuale governo del Cambiamento è riuscito a spegnere il dissenso dei sindacati sull’autonomia differenziata della scuola pubblica, in cambio dell’ennesimo condono/sanatoria a cui siamo ormai abituati dai tempi dei governi democristiani.  Il condono dovrebbe essere approvato tramite un emendamento al “decreto crescita” e consisterà nell’attivazione di nuovi PAS (percorsi abilitanti speciali), che riguarderebbero circa 55000 docenti con 36 mesi di insegnamento, dei quali uno solo sulla materia. Tali percorsi prevedono una molto blanda selezione in uscita, ma non in ingresso come invece era avvenuto per la SISS e il TFA.

I nostri dubbi sull’effettiva utilità di questo provvedimento sono molti e richiederebbero uno spazio più ampio di un breve comunicato. Proveremo comunque ad esporli in modo sintetico e con la dovuta chiarezza:

– Per quale motivo l’emendamento è stato inserito nel decreto crescita? Ci sfuggono infatti sia la logica del provvedimento sia la sua pertinenza con le altre misure inserite nel decreto di cui sopra.
Proviamo allora a riformulare la domanda: volete davvero – lo chiediamo in primo luogo alla politica e ai sindacati – che nella scuola pubblica si possa insegnare attraverso un condono (sì, perché è questa l’unica logica dell’emendamento)? Non sarebbe necessario valutare in qualche modo le effettive capacità di chi dovrebbe garantire il diritto allo studio degli studenti e delle loro famiglie
– Un solo anno – sì, uno solo! – di servizio specifico basta davvero per entrare in ruolo? Se è così, fateci capire allora chi avrebbe mai valutato l’attitudine e le competenze professionali di questi docenti: forse lo hanno fatto da soli? E come la mettiamo con il sostegno, un ambito per cui sono richieste delle competenze molto più specifiche dell’empatia e dell’affetto degli studenti
– A chi giova allora nuovo PAS, dal momento che il dlgs 59/17 prevede dei singoli canali di immissione per le varie categorie di precari? In questo modo non si andrà, come strombazzato nei recenti proclami, a eliminare il precariato, ma solo a creare nuove graduatorie interminabili, a generare disparità di trattamento tra docenti di diverse regioni, a bloccare ancora una volta il turnover scolastico, penalizzando ulteriormente le nuove generazioni.
La scuola italiana ha davvero bisogno di tutto questo?

L’unica conclusione a cui siamo riusciti ad arrivare è che basta evidentemente qualche mese in classe per garantire agli studenti il diritto ad avere dei bravi insegnanti, chiamati a formare e valutare dei ragazzi in fase di sviluppo senza essere stati a loro volta né formati né valutati da nessuno. Noi, tuttavia, non ci stiamo: per questo abbiamo deciso di lanciare una petizione #NOPAS insieme alle associazioni Misos e Coordinamento Scienze della Formazione Primaria Nuovo Ordinamento. Vi invitiamo a sottoscrivere e a diffondere, collegandovi a questo link: https://www.change.org/p/marco-bussetti-no-pas-basta-con-le-sanatorie-nella-scuola?fbclid=IwAR3RN1BzI19nRKZBajSdd4oD4pYb4AfjgN2ggOrUKnNfzmVIlTpom9JWSIc

ABBIAMO DAVVERO BISOGNO DI UN NUOVO CONDONO?
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