Un’altra pagina nera per l’inclusione scolastica degli alunni con disabilità è stata scritta solo pochi giorni fa. Il testo del CCNI sulla mobilità annuale 2018/2019, siglato il 28 giugno e non ancora pubblicato, prevede che i docenti che presentano domanda di assegnazione provvisoria sulla propria tipologia di posto o classe di concorso potranno fare contestuale richiesta per i posti di sostegno disponibili al termine delle operazioni di nomina dei docenti di ruolo e degli insegnanti precari in possesso del titolo di specializzazione. Il requisito stabilito dal CCNI è l’iscrizione a un percorso finalizzato all’acquisizione del titolo o, in subordine, il servizio prestato per un anno sul sostegno. Tale operazione, rassicurano i sindacati, avverrà in via residuale, in seguito all’accantonamento di posti riservati alle nomine annuali dei docenti precari in possesso del titolo di specializzazione. Le modalità restano tuttavia oscure e i docenti neospecializzati, che usufruiranno della finestra estiva per il loro inserimento negli elenchi del sostegno, nutrono legittime perplessità sul rispetto della precedenza che spetterebbe loro nell’assegnazione degli incarichi annuali. Dubbi ancor più comprensibili se si considera il carattere farraginoso delle operazioni di avvio dell’anno scolastico, soprattutto in concomitanza con l’espletamento, da parte delle segreterie, delle funzioni di aggiornamento degli elenchi.

In realtà tale provvedimento complica ulteriormente un quadro già fortemente problematico come quello del sostegno didattico, a danno dei ragazzi con disabilità, delle loro famiglie, ma anche dei docenti qualificati e con anni di esperienza nel settore. Si ricorda che per il prossimo anno non è previsto il consolidamento in organico di diritto di posti di sostegno e di conseguenza i numeri relativi alle operazioni di stabilizzazione degli attuali docenti specializzati rimarranno risicati; contemporaneamente il numero delle cattedre di sostegno aumenta di anno in anno, ma tali posti rimangono destinati ad essere assegnati a insegnanti supplenti, nella maggior parte dei casi non adeguatamente formati.

Le scelte dell’attuale ministro finiscono per scontentare un po’ tutti: i docenti specializzati e vincitori di concorso continueranno a lavorare come precari, ma vedranno ridotte anche le possibilità su cui esercitare la propria scelta sui posti effettivamente disponibili; anche i docenti specializzati presenti in seconda fascia non potranno avere la certezza di lavorare nella medesima scuola dell’anno precedente e di assicurare la continuità didattica agli alunni con disabilità, soprattutto nelle scuole delle regioni centrosettentrionali, dove presumibilmente sarà più alto il numero di coloro che faranno domanda di assegnazione provvisoria nella provincia di residenza. Gli unici a beneficiarne saranno i docenti già in ruolo che possono vantare anche un solo anno di servizio sul sostegno, ai quali saranno assegnati i posti autorizzati in deroga in organico di fatto.

Il sostegno continua a essere non solo penalizzato dal mancato adeguamento dell’organico di diritto ad un organico di fatto in progressivo aumento, ma anche strumentalizzato al fine di porre rimedio a problemi derivanti da scelte scellerate perpetrate in passato. Tutto ciò a detrimento di una categoria di studenti a cui spetterebbe per legge l’assistenza di personale specializzato e che meriterebbe un’attenzione particolare che le viene sistematicamente negata.

ASSEGNAZIONE PROVVISORIA SUL SOSTEGNO: CHI PENSA AGLI ALUNNI CON DISABILITA’?
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